Chi sono

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Sono nata nel 1944
Sono laureata in pedagogia, specializzata in psicologia clinica all’Università di Torino e poi in psicoterapia della famiglia al centro Studi della Famiglia di Milano.

Dal 1963 al 1970 ho  lavorato come insegnante di lettere e filosofia nelle scuole medie e nei licei. Ho lasciato l’insegnamento per lavorare come psicologa nelle prime équipes di di neuropsichiatria infantile a Torino, dal 1974 al 1980.
Ho scoperto la terapia della famiglia visitando i centri di salute mentale negli Stati Uniti, nel 1977.
Nel 1978, appena tornata in Italia, ho cominciato a frequentare il corso di Terapia della Famiglia del Centro di via Leopardi, condotto da Mara Palazzoli Selvini, Luigi Boscolo e GianFranco Cecchin, e nel 1980 sono diventata psicoperapeuta della famiglia.
A partire dall’esperienza di terapeuta della famiglia, e dai contatti con gli altri  professionisti  che si occupavano delle famiglie che seguivo in terapia ho sviluppato, nei primi anni ’80,  la convinzione che la psicoterapia non potesse essere la prima e l’unica risposta ai segnali di disagio di un bambino o di un adulto.
Dall’incontro con Giorgio Bert, che in quegli stessi anni si occupava di formazione alla relazione medico-paziente, è nato il primo modello di intervento di counselling sistemico, inteso come intervento basato su competenze comunicative e relazionali di alto livello, che ogni professionista della relazione di cura deve saper utilizzare nel suo intervento con chi si rivolge a lui e con la sua famiglia.
Per diffondere questo modello di intervento e per formare professionisti capaci di utilizzarlo ho fondato nel 1989 l’Istituto CHANGE di Torino , che da allora ha sviluppato e perfezionato il metodo inziale, che oggi definiamo intervento di comunicazione e counselling sistemico-narrativo.

Negli ultimi 10 anni ho approfondito i temi della medicina narrativa e più in generale della narrazione come aspetto centrale delle relazioni di cura. Faccio parte del gruppo Interuniversitario di Ricerca sulle Azioni della Cura: Linguaggi Immagini Apprendimento IRACLIA e realizzo corsi e giornate di formazione sulla medicina narrativa nella pratica quotidiana della cura.

La mia attività si divide fra

Se volete saperne di più, continuate a esplorare il sito


 


La mia formazione: date, scelte, cambiamenti

Ci sono due costanti nella mia storia: le scelte, a volte meditate a volte meno, e l’incontro con il nuovo. Ci sono un sacco di “prime volte” nella mia formazione:
ho frequentato a Torino la prima scuola di specializzazione universitaria in psicologia, prima che venissero aperti i corsi di laurea a Padova e a Roma.
Ho fatto parte delle prime équipes territoriali di neuropsichiatria infantile.
Ho lavorato nel primo centro socioterapeutico aperto dopo la chiusura dei manicomi.
Ho frequentato uno dei primi corsi di psicoterapia della famiglia al Centro Milanese di Via Leopardi.
Sono stata, di conseguenza, una delle prime psicoterapeute della famiglia in Piemonte.
E ho fondato la prima scuola italiana di counselling sistemico.
Ho ricostruito la storia delle scelte e dei cambiamenti che mi hanno portata fino qui. Se ce ne saranno altre faccio sempre in tempo ad aggiungerle.

Giugno 1954: l’importanza del telefono
Ho 10 anni e la mia formazione dovrebbe finire qui. Ho finito la 5 elementare; dalle suore. In quegli anni è lì che si decide il futuro di un ragazzo: chi è destinato a studiare farà  l’ esame di “ammissione alla scuola media”; poi, le medie, le superiori, l’università. Per me, è già stato deciso: niente esame di ammissione, forse tre anni di “commerciali”, forse un corso di dattilografia, per diventare la perfetta segretaria di papà, e poi di mio fratello che sarà commercialista come papà.
Quello che cambia tutto è una telefonata: è il giorno dell’esame, e la madre preside si è accorta che io, una delle allieve più brave della scuola, non sono fra le iscritte. Cosa abbia detto a mio padre in quella telefonata non l’ho mai saputo. Ma un’ora dopo, un po’ scombussolata, sono in classe con le altre; farò l’esame di ammissione,  e di “commerciali” non se ne parlerà più.

Settembre 1961: cosa farò da grande?
Ho strappato altre concessioni di studio, dopo le medie: certo non il liceo, solo le magistrali. Che ho odiato. Volevo fare medicina, invece mi ritrovo a 17 anni con un diploma da maestra. Che ci faccio? Ho quasi deciso che mi cercherò un lavoro, sono brava a scrivere, ho superato la prima selezione per lavorare con un signore che fa uno strano mestiere che chiamano pubblicità, e si chiama Armando Testa. Poi scatta il mio spirito di contraddizione: smettere di studiare non è come accettare il destino che era stato deciso per me? Ebbene, no: mi iscriverò all’Università, anche se dovrò cercare di pagarmela da sola: che io studi non è previsto dal piano economico di famiglia.
Quanto alle scelte, non che ce ne siano molte, con il mio diploma: posso iscrivermi solo al Magistero; lingue, oppure pedagogia. Scelgo pedagogia, chissà cosa mi aspetta?

1961-1966: scoperte e incontri
Il Magistero di Torino è in realtà un incrocio di cultura e di personaggi sorprendente, che mi ripaga della povertà culturale dei 4 anni di Istituto Magistrale: alla cattedra di lettere c’è Ettore Bonora, critico letterario di fama. A quella di letteratura francese Mario Bonfantini, che mi farà scoprire il ‘600 francese, e Baudelaire, e Proust. Per filosofia, Carlo Mazzantini, ogni lezione una sfida per decodificare il lessico sofisticato delle sue analisi su Spinoza e su Kant .
E poi le lezioni di pedagogia : l’incontro con Francesco DeBartolomeis, la scoperta della Scuola Attiva, della pedagogia esperienziale, della metodologia didattica. Entro quasi subito nel suo gruppo di sperimentazione didattica; al secondo anno di università mi vengono già proposte le prime supplenze, in scuole medie “difficili”. E’ il modo migliore per imparare a insegnare.
Mi laureo a febbraio del 1966: quell’anno solo la più giovane laureata italiana. Ho già un lavoro quasi sicuro, supplenze annuali alle scuole medie. Il futuro sembra prendere forma. Sarò insegnante; o meglio, prof.

Settembre 1966: compare la psicologia: in Italia, e nella mia vita
Scopro quasi per caso che  Angiola Massucco Costa propone il primo Corso di specializzazione postuniversitaria in Psicologia, a Torino. Insieme al corso di Cesabianchi a Milano, è la prima proposta universitaria per la formazione degli psicologi.  In realtà sto quasi per sposarmi, ma il programma del corso mi affascina. Riuscirò a conciliare tutti i pezzi della mia vita, insegnamento, matrimonio, specializzazione? C’è un solo modo per saperlo: provarci.

1967-1974 Roma, Milano, Torino, e fra una cosa e l’altra due figlie
A complicare il tutto c’è il lavoro di mio marito, ingegnere Fiat destinato alle filiali. Così, ci si sposta. A Roma, per cominciare.
Provo a organizzarmi: ottengo la cattedra di filosofia al liceo Giulio Cesare di Roma, mantengo i contatti con Torino per frequentare almeno qualche lezione  e per gli esami, dò lezioni private che a volte si trasformano in interventi – un po’ artigianali devo dire – di sostegno psicologico.
Ma ci sono gli imprevisti, rappresentati da due gravidanze piuttosto ravvicinate con conseguenti  bimbe a cui badare. Confesso  che in quegli anni i miei contatti con il mondo si sono praticamente interrotti: niente tempo per i libri, per i giornali, per il cinema, per il teatro; spesso neanche per ascoltare la radio. Roma non è una città facile da vivere, se si abita in periferia, con due bambine piccole, pochi soldi e nessun aiuto… E’ già molto se riesco a preparare gli esami e cominciare a lavorare alla tesi di specializzazione.
Le cose migliorano un po’ con il trasferimento a Milano. Cerco di sfruttare la mia capacità di scrittura; trovo un lavoro redazionale alla casa editrice Fratelli Fabbri: scriverò le prefazioni ai libri di una collana di letteratura per ragazzi. Ho scoperto che uno, Ragazzi al laccio, è ancora in distribuzione 

Ottengo anche l’incarico di scrivere la rubrica  “il parere della psicologa”  per la rivista Donna Moderna. Sì, perché nel frattempo ho finito la specializzazione: nel 1971 sono ufficialmente psicologa, e non siamo molti in Italia: i primi corsi di laurea in psicologia, a Roma e a Padova, si aprono proprio in quell’anno, i primi laureati compariranno dopo il 1976.

1975  fra il lavoro sicuro  e il fascino delle cose che iniziano
Torno a Torino: ho fatto domanda come insegnante alle medie e… ho vinto un posto di ruolo, addirittura in città. Ma si direbbe che la stabilità non mi attragga: il Comune di Torino sta formando le prime équipes di neuropsichiatria infantile sul territorio;  lavoro precario, niente ferie pagate, futuro incerto; cosa scegliere, posto di ruolo nella scuola o…  La decisione non è difficile: comincia l’avventura del lavoro sociale sul territorio, come si fa a non esserci?

1978 un altro inizio: il Centro Studi per la Famiglia di Milano
Ho passato un anno negli Stati Uniti e lì ho scoperto… Mara Palazzoli Selvini e  il  Milan Approach. Il mio disagio nei confronti dell’approccio psicodinamico ai problemi di comportamento dei bambini, la convinzione che la famiglia dovesse essere coinvolta nell’intervento e non tenuta fuori o affidata all’assistente sociale, trovavano una risposta, una teorizzazione, un metodo di intervento. Ricordo ancora la telefonata al Centro Studi per la Famiglia, appena tornata in Italia: il corso di terapia della famiglia è stato appena aperto, ci sono già molti iscritti, non è certo che ci sia ancora posto. Ma il posto c’è. E inizia una nuova avventura.
A Milano imparo, e contesto: subisco il fascino dei maestri ma vedo la necessità, per me, di trovare una mia via personale alla terapia della famiglia, più adattabile alla realtà dei servizi di territorio, meno vincolata alla regola della presenza di tutta la famiglia in seduta; magari una terapia sistemica “individuale”? Si potrebbe provare…

1980 cambiamenti e delusioni
Sono psicoterapeuta della famiglia. Comincia la battaglia per fare accettare il nuovo approccio nei servizi di territorio: niente da fare. Colleziono ordini di servizio che mi diffidano dal fare colloqui con i genitori dei bambini in terapia. Lavoro privatamente, ma sono scontenta. L’assessore alla Sanità del Piemonte mi propone un posto all’area formazione ed educazione sanitaria, finisco per accettare. Ma è chiaro che il mio posto non è neanche lì, tutto si muove con lentezza esasperante, le proposte affondano nell’indifferenza  e nel disinteresse, le novità sono guardate con sospetto. Finirò per andarmene.

1982:  come nasce un’idea: prove di un metodo che si chiamerà counselling
Sono incaricata della formazione delle insegnanti delle scuole per l’infanzia del Comune di Torino. Mi si chiede di formarle alla comunicazione con i genitori dei bambini con difficoltà, evitando però una formazione di tipo psicologico: le psicologhe ci sono, e sono brave. Ma le mamme e i papà vogliono parlare con le maestre, e spesso nascono problemi: casa dire, come dirlo? Bisogna inventare un metodo. Naturalmente non si può inventare nulla a partire da zero: ma io ho due punti di partenza sufficientemente solidi: la metodologia della scuola attiva, e l’approccio sistemico. Basta metterle insieme, cercare stimoli e suggerimenti nei libri, studiare, provare, studiare ancora. Il metodo funziona, la richieste di utilizzare quel metodo nella formazione delle insegnanti aumentano, e la mia esperienza si consolida.

Da qui inizia la mia storia di formatrice alla comunicazione e al counselling, che porterà nel 1989 alla fondazione dell’Istituto CHANGE, prima scuola italiana di counselling sistemico.

Ci sono altre due date significative nel mio percorso di crescita professionale:

1982 L’incontro con ArciGola, con Carlo Petrini e con il gruppo da cui nascerà Slow Food. Partecipare alla nascita di Slow Food  è stata un’esperienza formativa eccezionale. Con ArciGola Slow Food ho imparato che le idee possono diventare azioni, ma servono due ingredienti fondamentali: molto impegno  e molta voglia di divertirsi.

2003  La fondazione della rivista La parola e la Cura
Nata all’interno dell’Istituto Change dall’idea e dall’impegno di Giorgio Bert, la rivista ha prodotto per 12 anni un incrocio di pensieri, di scritti e di incontri con i personaggi più significativi del mondo della cultura in generale e della cultura della salute in particolare. La rivista non esce più.  Peccato.


La mia storia di formatrice

La mia storia di formatrice ha le sue radici nella mia formazione pedagogica, e nelle esperienze di insegnante di lettere nelle scuole medie di quartieri difficili di Torino (ho cominciato nel 1962, avevo 18 anni) e di lettere e filosofia nei licei degli anni caldi a Torino e a Roma  (1968-1970).
Studiare pedagogia negli anni ’60  mi ha portata a contatto con il movimento della Scuola Attiva, che si stava diffondendo in quegli anni e che rivoluzionava la concezione di scuola come luogo di passaggio del sapere da insegnante ad allievo, e proponeva una didattica basata sulla fiducia nella capacità dell’allievo di apprendere e di comprendere attraverso l’esperienza e non attraverso l’ascolto passivo. Da quella concezione dell’insegnare e dell’apprendere nasce il  mio interesse per la didattica e per i metodi di attivazione degli allievi negli interventi formativi, che oggi è parte integrante del mio metodo di formazione degli adulti.

Subito dopo la specializzazione in psicoterapia della famiglia ho affiancato all’attività di psicoterapeuta quella di formatrice, utilizzando l’impostazione sistemica per la formazione di professionisti non psicologi.

Queste le esperienze più significative:

Nei corsi di counselling sistemico narrativo organizzati dall’Istituto CHANGE  ho l’incarico di:

Inoltre realizzo  interventi di formazione per professionisti e operatori sociali, sanitari, educativi su richiesta di enti locali, Aziende Sanitarie, Aziende Ospedaliere, associazioni e collegi professionali, scuole di counselling in Italia e in Svizzera.

Considero molto importante, nella crescita della mia esperienza come formatrice, aver potuto lavorare in ambiti diversi sia della sanità che del lavoro socio educativo: di ognuno di questi ambiti ho avuto modo di comprendere, grazie ai partecipanti ai miei corsi, le caratteristiche e le specificità, e di imparare che ogni proposta formativa deve essere pensata e costruita “su misura” dei partecipanti. A questa caratteristica di unicità di ciascuno dei miei interventi formativi non ho mai rinunciato.

QUI chi è interessato può trovare un elenco abbastanza completo degli interventi formativi più significativi che ho svolto negli ultimi 10 anni, suddivisi per ambiti.


Progetti e collaborazioni

Mi occupo da più di 30 anni della progettazione e del coordinamento di interventi innovativi in ambito sociale e sanitario, con il coinvolgimento di enti pubblici e privati, per la partecipazione ai bandi e concorsi delle principali Fondazioni italiane.

Ho svolto attività di progettazione per l’Assessorato Sanità della Regione  Piemonte fra il 1982 e il 1987
Ho poi assunto il ruolo di responsabile della progettazione all’interno dell’Istituto CHANGE, attività che svolgo tuttora.
Fra il 2014 e il 2017 ho svolto attività di progettazione per l’Associazione Slow Medicine.

Fra i progetti che ho presentato o a che ho coprogettato, molti sono risultati vincitori di bandi pubblici, e hanno ottenuto contributi dalla Fondazione CRT e dalla Compagnia di San Paolo, o da enti di ricerca pubblici.

Fra i più significativi,                                                                                        

NON DA SOLI

Progetto per il miglioramento della comunicazione con i genitori dei neonati a basso peso o con gravi  problemi alla nascita, ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera OIRM-S.Anna di Torino ( Cattedra di neonatologia dell’Università di Torino) attraverso

Il progetto è stato presentato dall’Istituto Change  alla Compagnia di San Paolo nel 2005, ed è stato sostenuto fino ad oggi da contributi della Compagnia, della Fondazione CRT e dall’Associazione Paideia 

PROGETTO COMUNICAZIONE

Il modello di intervento “Non da Soli” avviato a Torino è stato riproposto dall’Istituto CHANGE  alla Compagnia di San Paolo, che ha finanziato la realizzazione dell’intervento, dal 2008 al 2010,  in altri  6 reparti di Terapia intensiva neonatale:

L’intervento è poi proseguito negli anni seguenti con interventi regolari di formazione e supervisione, su richieste delle aziende ospedaliere interessate.

PROGETTO 3 C

Intervento di formazione alla comunicazione e al counselling e di perfezionamento delle dinamiche organizzative nel trattamento dell’insufficienza d’organo in età pediatrica, realizzato presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, reparti di Nefrologia  e di Cardiologia Pediatrica.
Progetto vincitore del bando di finanziamento della Compagnia di San Paolo del 2008.

PROGETTO Antibiotici Emilia Romagna

Intervento di Informazioni ai cittadini  sull’uso appropriato degli antibiotici

Studio non randomizzato per valutare una strategia articolata di informazione ed educazione dei cittadini, con il coinvolgimento di medici e media locali.
Il progetto è stato  presentato dal CeVEAS (proponente-centro coordinatore) e progettato in collaborazione fra l’’ Agenzia Sanitaria Regionale (Area Rischio Infettivo), le  ASL di Parma e di Modena e l’Istituto Change.
per conto del quale ho sviluppato la progettazione degli aspetti formativi e informativi dell’iniziativa:

Progettazione dell’ intervento di formazione alla comunicazione educativa rivolto a  tutti i  medici di medicina generale di Parma e di Modena, finalizzato anche ad individuare strategie condivise di informazione dei cittadini

Il corso, articolato in 5 giornate di formazione, ha coinvolto tutti i professionisti delle tre aree vaste della Regione, suddivisi in 2 gruppi per ciascuna area.
In alcuni casi è stata programmata una prosecuzione dell’intervento per l’approfondimento delle competenze apprese nel corso.

Università degli Studi di Torino e di Pavia  (2014-2015)

Intervento formativo e di supervisione su “Competenze di comunicazione per l’ informazione sulle norme igieniche per la prevenzione dell’infezione primaria da citomegalovirus umano in gravide sieronegative” all’interno dello studio multicentrico, osservazionale,controllato sull’efficacia della informazione sulle norme igieniche per la prevenzione dell’infezione primaria da citomegalovirus umano in gravide sieronegative

Progetto Scegliamo con CURA
Presentato per conto di Slow Medicine, in collaborazione con SIMG Piemonte e Istituto Change, all’interno dei bandi per la concessione di contributi a progetti innovativi in ambito sanitario della Compagnia di San Paolo e della CRT, e vincitore dei contributi per il 2014,2015,2016.
Il  progetto è stato avviato a Torino nel 2014 con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Torino e della Regione Piemonte, con l’obiettivo di favorire la condivisione delle decisioni e delle scelte dei percorsi di cura fra medici e pazienti attraverso interventi di formazione alla comunicazione a al counselling rivolti ai medici, e interventi di  informazione dei cittadini e di sviluppo delle loro competenze di comunicazione con i medici
Il progetto prosegue, coinvolgendo anche altre città italiane, in collaborazione fra Change e SIMG Torino, all’interno del progetto Coltiviamo la Salute di Slow Medicine.  

Progetto Coltiviamo la Salute
Presentato per conto di Slow Medicine all’interno dei bandi per la concessione di contributi a progetti innovativi in ambito sanitario, e vincitore di un contributo per il 2017,il progetto Coltiviamo la salute nasce dalla convinzione che la salute sia “il miglior equilibrio dinamico  possibile tra gli aspetti biologici, psichici, spirituali, sociali, ambientali che una persona può raggiungere, nei diversi momenti e nelle diverse situazioni della sua vita” e che sia quindi necessario promuovere e sviluppare azioni informative, educative e di modificazione dell’organizzazione delle risposte al bisogno di salute in tutti i contesti di vita e in tutte le fasi del ciclo di vita delle persone.

Nel mio ruolo di coordinatrice del  progetto fornisco collaborazione, sia in fase di progettazione che in fase di realizzazione, a enti, gruppi, associazioni intenzionati a progettare azioni in questo campo

Progetto F RENI amo
All’interno di Coltiviamo la salute , in collaborazione fra Change e la Società Italiana di Nefrologia Sezione Piemonte e Valle d'AOSTA, l’ Associazione Europea Infermieri Dialisi e Trapianto, la Società Italiana Nutrizione Clinica, la  Società Italiana di Medicina delle Migrazioni e l’ ANED Associazione Nazionale Dializzati e Trapiantati è stato avviato un progetto sperimentale con l’obiettivo di migliorare l’adesione dei pazienti con patologia renale alle indicazioni che permetterebbero loro di rallentare l’evoluzione della patologia.
Il progetto prevede la formazione dei medici e degli infermieri  alle competenze di counselling motivazionale nei confronti di pazienti con patologia renale, con l’obiettivo di sperimentare modalità di educazione e motivazione dei pazienti che permettano loro di conciliare le esigenze dietetiche derivanti dalla patologia renale con le tradizioni e la cultura delle proprie origini e le esigenze della vita di tutti i giorni, nell’ottica di preservare al meglio  la qualità della vita.
Prevede inoltre la realizzazione di interventi informativi di gruppo rivolti ai pazienti e ai famigliari dei pazienti, supportati da materiali informativi:

A progetto, che verrà sperimentato nella ASL TO4 della Regione Piemonte, collabora l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.


Educazione sanitaria e divulgazione

Sono stata responsabile dell’area formazione ed educazione Sanitaria  presso l’Assessorato Sanità della Regione Piemonte dal 1981 al 1985

In quel periodo mi sono occupata dei progetti di informazione-educazione sanitaria rivolti alla popolazione, in particolare della redazione di opuscoli di educazione sanitaria prodotti dalla Regione Piemonte. Ho fatto parte della  redazione della Rivista Educazione alla Salute della Regione Piemonte

All’interno dell’Istituto CHANGE coordino l’attività editoriale delle EDIZIONICHANGE  e la progettazione e produzione di materiali e di video didattici utilizzati anche per la formazione a distanza.

Fornisco consulenza a enti pubblici e privati per la produzione di materiali didattici, educativi, informativi rivolti sia ai professionisti che lavorano in situazioni di particolare impegno (consenso alla donazione di organi, assistenza a malati terminali, assistenza a bambini malati, tossicodipendenze) che ai cittadini .

Fra questi:

Ho partecipato alla redazione delle linee guida all’interno della Consensus Conference Trombofilia (informazione ed educazione sul rischio di complicanze trombotiche in corso di assunzione di farmaci preconcezionali orali) pubblicate sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) -  con una sezione introduttiva dal titolo “Aspetti di comunicazione


I  miei libri

Ho pubblicato libri dedicati in prevalenza alla comunicazione nelle relazioni di aiuto. Molti dei miei primi libri sono usciti dalla distribuzione in libreria, e sono pubblicati nelle Edizioni Change.

Alcuni dei miei ultimi libri sono invece distribuiti in formato elettronico dal provider www.ebookecm.it , accreditati ECM come formazione a distanza.

In ordine di data di pubblicazione: 

 In La comunicazione della salute, a cura di Fondazione Zoè, Raffaello Cortina editore, 2009

Poi ci sono i miei due romanzi, a cui spero sempre di dare qualche fratellino


I miei articoli

Nella mia storia di collaborazione a giornali e riviste, mi piace ricordare

Fra i miei articoli più significativi :  

In La parola e la cura – monografia semestrale delle Edizioni CHANGE 

In Janus, Medicina,Cultura,Culture 

Verso un’ecologia sulla comunicazione della salute
In Informazione comunicazione incontro, n 4 2001

Il bambino e i suoi genitori: un incontro senza esperti, Michele Gangemi, Silvana Quadrino
In Informazione comunicazione incontro, n 4 2001

Cure materne: per sangue o per mestiere,
iI Se la cura è di genere femminile n.6 2002  

Posso o devo? La donna tra benessere e dover essere
Janus n. 7 2002

Quale credito al sistema dei crediti Ecm? 
in  Il futuro del presente  n 13 2004 

Non sono in grado di risponderle» : Medico e paziente di fronte all’incertezza
In  Errori, pentimenti, riparazioni  n.14 2004

Il professionista sanitario e la comunicazione: storia di un amore difficile
in Le professioni non mediche: figlie di un dio minore? N. 23 (2006)

Dove corre la medicina?
In Janus on line, ottobre 2011 pagg. 34-38 - Link

In “Riflessioni sistemiche”, rivista AIEMS  - Link

Giorgio Bert e Silvana Quadrino - Resuscitare il vecchio prozio, ovvero: una relazione aconflittuale fra medico e paziente è ancora possibile, in Approcci sistemici alle dimensioni del conflitto n.4, anno 2011

Andrea Gardini e Silvana Quadrino – Slow Medicine: verso un’ecologia della cura, in I processi nell’approccio sistemico, n.5 anno 2011

Silvana Quadrino – Bombe, ingranaggi, sassolini e reti: Slow Medicine e gli aspetti sistemici di un progetto di cambiamento, in  Le dimensioni della cura n.7 anno 2012

Giorgio Bert e Silvana Quadrino -  Costruire o coltivare la salute? La prevenzione secondo Slow Medicine, in La salute e la sua genesi, n.15 anno 2016

In Area Pediatrica 

 


 

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