UPPA : Cibo, identità, relazione

Sul UPPA di Giugno 2018

Riconoscere la differenza fra «non posso» e «non mi piace» è fondamentale per il consolidarsi di un buon rapporto con il cibo.

Ecco una sintesi dell’articolo:

Non esistono cibi vietati o pericolosi per un bambino che non abbia reali problemi di salute. Anzi, mettere il prima possibile a disposizione una varietà di alimenti, purché preparati correttamente, è forse l’unico modo per evitare che il bambino limiti le sue scelte a pochi cibi o sviluppi un rifiuto nei confronti di alimenti importanti, come le verdure.

Restrizioni decise dagli adulti
Dal punto di vista dello sviluppo di un rapporto equilibrato con il cibo, tutte le restrizioni non giustificate da specifiche condizioni di salute comportano dei rischi: un conto è insegnare al proprio bambino ad apprezzare cibi e bevande non dolcificati, ma trasformare una caramella o una fetta di torta in una minaccia rischia di promuovere nel bambino una preoccupazione eccessiva rispetto a ciò che si può mangiare, ai rischi che comporta e alla possibilità di aver mangiato qualcosa che non si doveva.

Il bambino non è un testimonial delle scelte altrui
La differenza fra «non posso» e «non mi piace» è fondamentale per il consolidarsi di un buon rapporto con il cibo. Questo vale anche nel caso di altre scelte alimentari della famiglia. Lasciare al proprio figlio la libertà di assaggiare quello che mangiano gli altri bambini, senza minacce o divieti, lo aiuterà a costruirsi una propria “filosofia” alimentare autonoma e serena.

 


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